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Melito, due alunne infortunate fuori da scuola: il Comune chiede un’ispezione urgente al Ministero

Una bambina ha un braccio ingessato, l’altra una ginocchiera. La sindaca Dominique Pellecchia e l’assessore Raffaele Caiazza si rivolgono al ministro Valditara. Le famiglie sostengono di aver presentato certificazioni che consentirebbero la frequenza; dalla dirigenza una diversa valutazione sulla compatibilità con la permanenza in classe

È diventato un caso istituzionale quanto sta accadendo al Primo Istituto Comprensivo “Ten. L. Mauriello – De Curtis” di Melito di Napoli, dove due alunne infortunate non starebbero frequentando regolarmente le lezioni dall’avvio dell’anno scolastico.

La vicenda, inizialmente riportata da Teleclubitalia, è stata ripresa da diverse testate locali. Secondo quanto denunciato dalle famiglie e dall’amministrazione comunale, una delle bambine avrebbe un braccio ingessato, mentre l’altra indosserebbe una ginocchiera ortopedica a seguito di infortuni avvenuti fuori dalla scuola. Le famiglie sostengono di aver consegnato certificazioni sanitarie dell’AORN Santobono-Pausilipon attestanti la compatibilità delle condizioni delle minori con la frequenza scolastica. Si tratta, tuttavia, della ricostruzione fornita dai genitori e riportata dalla stampa locale.

Di diverso avviso sarebbe la dirigenza scolastica: secondo un’ulteriore ricostruzione giornalistica, la scuola riterrebbe le condizioni delle due alunne non compatibili con la permanenza in classe. Non risulta al momento pubblicamente disponibile, nelle sezioni del sito istituzionale dell’istituto consultate, una nota specifica della scuola che ricostruisca ufficialmente la vicenda.

La questione è arrivata così all’attenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La sindaca di Melito, Dominique Pellecchia, e l’assessore all’Istruzione Raffaele Caiazza hanno scritto al ministro Giuseppe Valditara chiedendo un’ispezione urgente e un intervento sulla situazione. È importante precisare che, allo stato delle informazioni disponibili, l’ispezione risulta richiesta dal Comune ma non ancora disposta dal Ministero.

Nella giornata indicata dalle cronache locali sono intervenuti anche i Carabinieri, dopo la segnalazione dei genitori. Alle famiglie sarebbe stato riferito di attendere l’esito di un’istruttoria interna. Anche questo elemento emerge dalle ricostruzioni giornalistiche e non da una comunicazione pubblica dell’Arma.

Sul piano generale, il tema investe direttamente il diritto all’istruzione. L’articolo 34 della Costituzione stabilisce che “la scuola è aperta a tutti”. L’autonomia delle istituzioni scolastiche deve inoltre esercitarsi nel rispetto del diritto ad apprendere e delle esigenze formative degli studenti. Ciò non elimina naturalmente le responsabilità della scuola in materia di sicurezza, ma rende essenziale che eventuali limitazioni alla frequenza siano fondate su elementi concreti, verificabili e adeguatamente formalizzati.

Il caso si inserisce inoltre in un clima già complesso nei rapporti tra una parte delle famiglie e la dirigenza. Nei mesi scorsi centinaia di genitori avevano sottoscritto una petizione critica sulla gestione dell’istituto, successivamente sostenuta anche da rappresentanti del Consiglio comunale. Va però ricordato, per completezza, che nell’agosto scorso anche una parte dei docenti e del personale ATA dell’istituto aveva diffuso un documento pubblico di sostegno alla dirigente scolastica.

Ora il punto centrale è chiarire rapidamente i fatti e, soprattutto, stabilire sulla base della documentazione sanitaria e delle condizioni effettive se esistano ragioni tali da impedire la frequenza delle due bambine. In una vicenda che coinvolge minori, diritto allo studio e sicurezza, servono atti chiari e un confronto istituzionale capace di superare lo scontro.

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