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Viaggi studio all’estero, 420 milioni per 150mila studenti: priorità a merito e ISEE

Il piano “Gli studenti italiani in Europa” finanzierà esperienze formative, corsi di lingua, stage e periodi di studio per gli alunni del quarto anno delle scuole superiori. Spese coperte e selezione affidata alle scuole.

Un investimento da 420 milioni di euro per portare circa 150mila studenti italiani all’estero e rafforzare le competenze linguistiche. È questo l’obiettivo del piano “Gli studenti italiani in Europa”, presentato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e rivolto agli alunni del quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado.

Il programma punta a coinvolgere circa il 30% degli studenti interessati, finanziando percorsi di mobilità internazionale in Paesi europei. Le risorse arriveranno dai fondi strutturali europei e saranno destinate alle scuole, che avranno il compito di individuare gli studenti partecipanti secondo criteri basati prioritariamente su merito scolastico e indicatore ISEE.

L’obiettivo dichiarato è duplice: migliorare la conoscenza delle lingue straniere e garantire pari opportunità di accesso a esperienze formative che, senza un sostegno economico pubblico, rischierebbero di restare fuori dalla portata di molte famiglie.

I percorsi potranno comprendere corsi intensivi di lingua, frequenza presso scuole straniere, stage, tirocini, scambi internazionali, laboratori, project work, visite aziendali e istituzionali, attività di orientamento e incontri con esperti e professionisti. Il modello base prevede soggiorni di due settimane, ma potranno essere organizzate anche esperienze più lunghe, fino a sei mesi.

Per gli studenti selezionati saranno coperte le spese di viaggio, vitto e alloggio. Il piano prevede anche il coinvolgimento di circa 15mila docenti accompagnatori, ai quali saranno riconosciuti i costi di partecipazione e un compenso per le attività aggiuntive svolte.

Non si tratterà, quindi, di una semplice “gita all’estero”, ma di percorsi formativi strutturati, pensati per unire lingua, orientamento, competenze trasversali e confronto con altri sistemi scolastici europei. In alcuni casi potranno essere previsti anche programmi presso università, campus e college, con mini-corsi accademici, attività scientifiche, laboratori Stem, coding, nuove tecnologie e problem solving.

Il piano si inserisce in una strategia più ampia di internazionalizzazione della scuola italiana e di rafforzamento delle competenze. Resta ora da attendere la fase operativa: avvisi, criteri puntuali, tempi di adesione delle scuole, modalità di selezione degli studenti e procedure di rendicontazione.

La sfida sarà trasformare il finanziamento in un’opportunità realmente accessibile, evitando che la mobilità internazionale resti riservata solo a chi ha già maggiori possibilità. Proprio per questo il riferimento all’ISEE e al merito assume un ruolo centrale: l’esperienza all’estero dovrà diventare uno strumento di crescita, orientamento e inclusione, non un privilegio per pochi.

IL VIDEO DEL MINISTRO

fonte video: pagina Facebook ufficiale del ministro Valditara
 
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