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Bambino sviene a scuola per il caldo: palestra a oltre 35 gradi durante le prove della recita

Il caso in una scuola della terraferma veneziana riaccende il dibattito sugli edifici scolastici e sulle condizioni di sicurezza durante le ondate di calore

Un bambino di nove anni è svenuto durante le prove della recita scolastica in una palestra dove la temperatura avrebbe superato i 35 gradi. L’episodio, avvenuto nella prima settimana di giugno in una scuola della terraferma veneziana, è stato raccontato dalla madre al Corriere del Veneto e riporta al centro del dibattito il tema delle condizioni degli edifici scolastici nei periodi di caldo intenso.

Secondo quanto riferito dalla donna, il malore si è verificato poco prima di mezzogiorno. La scuola l’ha contattata immediatamente: il figlio aveva perso conoscenza ed era stato assistito dalle insegnanti, che hanno cercato di rinfrescarlo con un ventaglio e con dell’acqua. Il bambino, una volta ripresosi, avrebbe raccontato alla madre di aver “visto tutto nero” prima di svenire.

Portato al pronto soccorso, la diagnosi sarebbe stata quella di collasso da caldo. Le prove della recita si stavano svolgendo in una palestra affollata, con i bambini impegnati a cantare e ballare, senza un adeguato ricambio d’aria e con il sole che entrava dalle finestre del soffitto. Una situazione che, secondo la madre, avrebbe trasformato l’ambiente in una vera e propria serra.

Il caso solleva una questione più ampia: molte scuole italiane, soprattutto nei mesi finali dell’anno scolastico, non dispongono di sistemi efficaci di ventilazione o raffrescamento. Il tema diventa ancora più delicato quando si parla di scuole aperte anche nei mesi estivi o di eventuale prolungamento del calendario scolastico.

“Chi propone le scuole aperte d’estate, nelle scuole d’estate non ci va”, è il senso della denuncia della madre, che punta il dito contro edifici spesso vecchi e non preparati ad affrontare temperature sempre più elevate.

L’episodio riaccende quindi il confronto sulla sicurezza climatica nelle aule, nelle palestre e negli spazi comuni. Il caldo estremo non è più un disagio occasionale, ma un fattore che può incidere direttamente sulla salute di alunni, docenti e personale scolastico.

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