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Carta del docente, riapertura il 15 settembre 2026. Residui 2025/26 e somme da sentenza

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Dal 15 settembre 2026 sarà disponibili tutti i residui 2025/26 e somme da sentenza. Importo 2026/27 ancora da definire.


La Carta del docente si prepara a una nuova riapertura. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato che dal 15 settembre 2026 sarà nuovamente possibile accedere alla piattaforma per utilizzare i residui relativi all’anno scolastico 2025/26 e gli importi riconosciuti ai beneficiari di sentenze. 

Si tratta di un passaggio particolarmente atteso all’inizio del nuovo anno scolastico, soprattutto dai docenti che hanno ancora disponibilità economiche sulla Carta o che hanno ottenuto il beneficio attraverso un provvedimento giudiziario.

Che cos’è la Carta del docente

La Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione è stata istituita dall’articolo 1, comma 121, della legge 13 luglio 2015, n. 107. La disciplina è stata successivamente modificata, ampliando la platea dei beneficiari anche ai docenti precari con supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche e al personale educativo. 

Per l’anno scolastico 2025/26 il valore della Carta è stato fissato in 383 euro, attraverso il decreto interministeriale n. 59 del 31 marzo 2026. L’importo è risultato inferiore ai tradizionali 500 euro a causa dell’ampliamento della platea dei beneficiari e delle risorse disponibili. 

Cosa succede dal 15 settembre

La riapertura annunciata riguarda, in questa prima fase, il credito residuo 2025/26 e le somme riconosciute a seguito di sentenze.

Il nuovo importo relativo all’anno scolastico 2026/27 non è invece ancora determinabile. Sarà necessario attendere il provvedimento ministeriale che dovrà stabilire l’ammontare della Carta per la nuova annualità. La normativa prevede infatti che il decreto venga adottato entro il 30 gennaio, anche per consentire di definire la platea dei beneficiari sulla base delle supplenze conferite. 

Di conseguenza, non è corretto oggi considerare i 383 euro come l’importo già stabilito per il 2026/27. Quella cifra riguarda l’annualità 2025/26.

Chi ha diritto alla Carta

La disciplina attualmente vigente riconosce il beneficio ai docenti di ruolo, compresi i neoassunti e quelli con contratto part-time, ai docenti con supplenza annuale fino al 31 agosto, ai docenti con contratto fino al 30 giugno e al personale educativo. Sono inoltre previste specifiche categorie, tra cui docenti in posizione di comando, distacco o fuori ruolo, personale delle scuole italiane all’estero e delle scuole militari. 

Restano invece fuori dall’erogazione ordinaria i docenti con supplenza breve. La questione è però diventata centrale dopo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 3 luglio 2025, causa C-268/24, che ha affrontato proprio l’esclusione dei docenti non di ruolo impegnati in supplenze di breve durata alla luce del principio di non discriminazione previsto dalla direttiva 1999/70/CE. 

Come si può utilizzare

La Carta può essere impiegata per libri e pubblicazioni, corsi di formazione e aggiornamento, titoli accademici e certificazioni, ingressi a musei, mostre ed eventi culturali, spettacoli teatrali e cinematografici, oltre che per hardware e software nei limiti e secondo le condizioni previste dalla normativa.

Tra le novità introdotte dalla riforma rientrano anche i servizi di trasporto e l’acquisto di strumenti musicali. Parallelamente, sono state introdotte limitazioni più stringenti per gli acquisti di hardware e software, con una periodicità quadriennale. 

Restano invece esclusi dall’acquisto diretto con la Carta alcuni strumenti che molti docenti utilizzano quotidianamente, come smartphone, stampanti, carta e toner.

Attenzione alle scadenze

Il credito ordinario relativo al 2025/26 può essere utilizzato anche nell’anno scolastico 2026/27, con termine ordinario al 31 agosto 2027. Diversa è la situazione dei residui dell’annualità precedente, che hanno seguito la relativa scadenza del 31 agosto 2026. 

Per chi ha ottenuto somme attraverso una sentenza è quindi particolarmente importante verificare la natura e l’annualità del credito presente nel proprio portafoglio.

La riapertura del 15 settembre rappresenta dunque un primo passaggio. Per conoscere quanto spetterà ai docenti per il 2026/27 e quando sarà accreditato il nuovo bonus, sarà necessario attendere il prossimo decreto ministeriale.


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