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GPSR, Graduatorie provinciali per il ruolo, reclutamento docenti, precari scuola, Bruxelles, PNRR scuola
Doppio canale di reclutamento, Pittoni chiede un fronte comune
Il dibattito sul reclutamento dei docenti torna ad accendersi. A rilanciarlo è Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della Commissione Cultura del Senato, che attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social invita tutte le forze interessate a sostenere l’introduzione del cosiddetto doppio canale di reclutamento.
Secondo Pittoni, il percorso si troverebbe oggi nella fase più delicata, rappresentata dal confronto con la Commissione europea sull’ipotesi di trasformare le attuali Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) in future Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo (GPSR).
«È il momento di fare fronte comune. Cerchiamo di guardare oltre i piccoli interessi personali o l’appartenenza politica. Il doppio canale serve a tutti: agli studenti per la continuità didattica e ai docenti per uscire dall’insicurezza», afferma Pittoni.
Che cos’è il doppio canale di reclutamento
Con l’espressione “doppio canale” si indica un sistema che consentirebbe di effettuare le assunzioni sia attraverso i concorsi pubblici sia mediante graduatorie provinciali dalle quali attingere direttamente per le immissioni in ruolo, valorizzando il servizio già svolto dai docenti precari.
L’obiettivo dichiarato dai sostenitori della proposta è ridurre il ricorso alle supplenze annuali, accelerare la copertura delle cattedre vacanti e garantire maggiore continuità didattica agli studenti.
Si tratta però di un modello che richiederebbe modifiche all’attuale sistema di reclutamento e un confronto con le istituzioni europee, anche alla luce degli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che lega parte della riforma del reclutamento al raggiungimento di specifici obiettivi.
Il quadro normativo
Attualmente il reclutamento dei docenti è disciplinato principalmente dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, più volte modificato, da ultimo con il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito nella legge 29 giugno 2022, n. 79, che ha ridisegnato il sistema di formazione iniziale, abilitazione e reclutamento in coerenza con gli obiettivi del PNRR.
Le GPS, invece, continuano ad essere utilizzate prevalentemente per il conferimento delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche, secondo quanto previsto dalle ordinanze ministeriali che ne disciplinano periodicamente aggiornamento e funzionamento.
L’eventuale utilizzo delle graduatorie provinciali anche per le immissioni in ruolo richiederebbe quindi un intervento normativo e la compatibilità con il quadro europeo.
Una proposta che continua a far discutere
Il tema del doppio canale resta uno dei più dibattuti nel mondo della scuola. Da un lato c’è chi ritiene che rappresenti una soluzione concreta per ridurre il precariato storico e garantire maggiore stabilità agli organici; dall’altro permangono posizioni differenti sul rapporto tra reclutamento per concorso e valorizzazione dell’esperienza maturata dai supplenti.
Nel frattempo il sistema scolastico continua a fare i conti con un elevato numero di contratti a tempo determinato. Secondo gli ultimi dossier sul precariato scolastico, ogni anno sono decine di migliaia le cattedre affidate a supplenza, con inevitabili ripercussioni sulla continuità didattica e sull’organizzazione delle istituzioni scolastiche.
L’evoluzione del confronto con Bruxelles e le eventuali iniziative legislative dei prossimi mesi saranno quindi determinanti per capire se la proposta delle future GPSR potrà trasformarsi in una riforma concreta del sistema di reclutamento italiano.
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