Tre decessi, casi confermati e sorveglianza internazionale: OMS, ECDC e Ministero della Salute rassicurano sul rischio molto basso per l’Italia e l’Europa
Gli hantavirus sono virus zoonotici trasmessi soprattutto dai roditori. Il contagio umano avviene in genere per inalazione di particelle contaminate da urine, feci o saliva di animali infetti, oppure per contatto diretto con materiali contaminati e, più raramente, per morso. La trasmissione da persona a persona è eccezionale: è documentata soprattutto per il virus Andes, diffuso nelle Americhe, e richiede contatti stretti e prolungati.
Il caso della nave da crociera MV Hondius ha acceso l’attenzione internazionale perché riguarda un focolaio compatibile con hantavirus Andes. L’OMS ha segnalato il cluster il 2 maggio 2026: inizialmente risultavano sette casi, due confermati e cinque sospetti, con tre decessi; gli aggiornamenti successivi hanno portato il bilancio a otto casi.
Il Ministero della Salute segue la situazione in raccordo con OMS ed ECDC. Il dato principale per l’Italia è rassicurante: a bordo non risultano passeggeri italiani e l’ECDC ha classificato come molto basso il rischio per la popolazione generale in Europa. Il Ministero ha comunque trasmesso informative alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, mantenendo attiva la sorveglianza epidemiologica.
Particolare attenzione riguarda il volo KLM in coincidenza per Roma sul quale era salita per pochi minuti una donna proveniente dalla MV Hondius, poi ricoverata a Johannesburg e deceduta. In Italia sono state rintracciate quattro persone presenti su quel volo: i recapiti sono stati acquisiti e trasmessi alle Regioni competenti, cioè Calabria, Campania, Toscana e Veneto, che hanno attivato i protocolli di sorveglianza secondo il principio di massima cautela.
I sintomi possono iniziare con febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, vomito e dolori addominali. Nelle forme americane può svilupparsi una sindrome cardiopolmonare con tosse, difficoltà respiratoria, edema polmonare e shock; in Europa e Asia prevalgono forme con interessamento renale ed emorragico. Non esistono vaccino né terapia antivirale specifica: la cura è di supporto.
La prevenzione resta fondamentale: evitare il contatto con roditori e loro escreti, non pulire a secco locali infestati, ventilare gli ambienti, usare guanti e disinfettanti, proteggere gli alimenti e sigillare fessure e punti di accesso. Vigilanza alta, dunque, ma nessun allarmismo.
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